Ansia

Nessuno può sapere quanto rumore fa una certezza che si rompe

Michela Murgia

La parola ansia è entrata a fare parte della nostra quotidianità; chi di noi, del resto, potrebbe affermare di non averla mai provata ?

L’ansia è l’espressione di ciò che dentro di noi sentiamo come vitale, importante, addirittura necessario, o urgente.

Incontrare qualcuno che ci interessa, la scadenza di un impegno, affrontare un esame, il timore di perdere chi amiamo…tutto questo, e altro ancora, può generare ansia.

Di per sé l’ansia non è qualcosa di negativo o di necessariamente disfunzionale. Fino a un certo livello, può aiutare a rimanere vigili, in allerta o anche ad anticipare il verificarsi di un evento futuro.

L’ansia,fondamentalmente, è un insieme di sensazioni di disagio e di tendenze ad agire che ti rende consapevole che stanno accadendo o potrebbero accadere degli eventi spiacevoli e ti avvisano che dovresti fare qualcosa per evitarlo.” (Albert Ellis)

Ma quando l’ansia supera un certo livello, ovvero quando rischia di invalidare la  quotidianità, quando non  permette più di fare le cose che prima si facevano normalmente, quando limita l’ autonomia della persona, quando è generalizzata su una serie di situazioni che solitamente vengono percepite come neutre, allora diventa maladattiva e disfunzionale al benessere. E’ davvero molto importante riconoscere questa soglia, perché altrimenti l’ansia si può trasformare in qualcosa di più radicato, di più aggressivo, di più esteso (per esempio attacchi di panico).

Spesso non è così facile riconoscere tale confine, in quanto sembra che nella propria vita vada tutto bene, che non sia accaduto niente di particolarmente negativo, che non ci siano delle ragioni apparentemente fondate per provare un malessere. Eppure si sta male.

La persona si giudica, non accetta, non capisce perché per esempio non riesce più a guidare o a prendere l’autostrada o ad andare in un centro commerciale come ha sempre fatto precedentemente o come fanno tutti gli altri.

A tali livelli, l’ansia crea un grande malessere, mette a disagio, si vorrebbe eliminarla, archiviarla, dimenticarla.

Ma più la si respinge, più si tenta di negarla, più se ne ha paura, più l’ansia avrà bisogno di alzare la voce. E di ritornare.

A volte si accumula e scoppia come l’energia della terra che arriva a provocare il terremoto presentandosi come attacco di panico.

La psicoterapia non ha lo scopo di eliminare l’ansia, ma di capirne il significato, di affrontarla, gestirla, arrivando a non considerarla più  una nemica da cui essere terrorizzati .

Quando si parla di ansia patologica, i disturbi che si possono manifestare, sono i seguenti:

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