Dipendenza Affettiva

“Io ho bisogno che qualcuno abbia bisogno di me, ecco cosa. Ho bisogno di qualcuno per cui essere indispensabile. Di una persona che si divori tutto il mio tempo libero, il mio ego, la mia attenzione. Qualcuno che dipenda da me. Una dipendenza reciproca. Come una medicina, che può farti bene e male al tempo stesso.”

Chuck Palahniuk

 

Nella dipendenza affettiva la relazione di coppia è vissuta come condizione unica e indispensabile per esistere. Se l’altro non c’è si pensa di non poter sopravvivere. Se l’altro non c’è si è convinti di smettere di respirare. Chi vive questo tipo di dipendenza annulla totalmente se stesso e i suoi bisogni per aderire completamente alle aspettative dell’altro, al fine illusorio di evitare quello che risulterebbe totalmente intollerabile: la rottura della relazione.

Queste persone tendono a isolarsi e a volere trascorrere ogni secondo del proprio tempo con l’altro, la quantità dei momenti passati insieme diventa di gran lunga più importante della qualità.

Tutto questo ovviamente rappresenta un meccanismo duale, ovvero solitamente la persona dipendente sta con chi alimenta e dà spazio a questo tipo di atteggiamento, esattamente come non esiste vittima senza carnefice.

Solitamente il partner del dipendente è squalificante, lo svilisce , lo denigra, lo confronta con un altro sempre migliore e tutto ciò non fa che alimentare nel dipendente una maggiore insicurezza e vulnerabilità, con il timore costante di essere abbandonato o sostituito. Il controllo sulla relazione diventa sempre più pressante e parallelamente l’autostima e il senso di efficacia del dipendente decresce.

L’intervento terapeutico prevede di lavorare sull’autostima e sull’autonomia del soggetto, perché  possa arrivare a vedere i costi elevati della relazione che sta vivendo e perché possa acquisire un senso del valore di sé che sia indipendente dalla presenza dell’altro.

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